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Un milione di euro destinati alle Politiche per il Lavoro. Dichiarazioni dell'Assessore provinciale Giuseppe Dessena

26/07/2010

Nuoro, 26 luglio 2010 -

“Favoriremo un percorso di ascolto coinvolgendo nella programmazione delle risorse disponibili le organizzazioni sindacali, le associazioni di categoria, gli istituti e gli enti formativi a vario titolo, gli enti di previdenza e di assistenza. Gli stessi disoccupati.” L’assessore al Lavoro della Provincia di Nuoro, Giuseppe Dessena, spiega come verranno utilizzati i fondi, 1 milione di euro, che il consiglio provinciale ha destinato alle politiche per il lavoro. “La Provincia farà la sua parte, e fra i primi atti delibera l’incremento dei fondi destinati alle politiche per il lavoro, in controtendenza con ciò che fa la Regione che diminuisce le poste destinate all’occupazione lasciando gli enti locali, con una scelta di una gravità assoluta, soli nella sorveglianza sociale. Sono due le direttrici su cui ci muoveremo: la formazione di professionalità e la ricollocazione al lavoro di professionalità già formate ed esistenti. Nel primo caso trecentomila euro – dice Dessena- saranno utilizzati per il rifinanziamento dei tirocini formativi: le aziende che faranno domanda potranno prendere presso di loro un lavoratore in formazione che verrà pagato parte dalla provincia parte dall’azienda. Sappiamo che è un progetto che funziona, e che porta al successo, cioè alla conferma del lavoratore, in un’alta percentuale di casi. Nel secondo caso, in modi e tempi da concordare con tutti i soggetti economici e sociali della provincia, dedicheremo le nostre attenzioni e ai lavoratori-disoccupati con più di 35 anni, ai soggetti svantaggiati, alle donne, ai portatori di disabilità che pur avendo professionalità non riescono a rientrare nel mondo del lavoro. Dobbiamo studiare il modo, abbiamo a disposizione 700mila euro coi quali definire politiche di reinserimento davvero importanti. A ciò si aggiungerà un’azione di promozione dei servizi del CSL presso tutti i potenziali utenti , (cittadini, enti, scuole, ecc) ed un dialogo serrato con gli istituti di previdenza e di assistenza per definire percorsi meno tortuosi che permettano a chi, già in difficoltà, si rivolge ad essi di trovare meno complicazioni possibile.”