Cerca nel sito:

Lettera del Presidente Roberto Deriu al ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini

23/07/2010

 

Onorevole Ministro,

 

A pochi mesi dall’avvio dell’anno scolastico 2010/2011, Le esprimo la mia viva protesta e la forte preoccupazione per i gravi disagi nei quali si verrebbero a trovare le famiglie e gli studenti del nostro territorio in seguito all’applicazione della legge di riforma della scuola, i cui parametri minimi di iscritti per classe mettono a rischio il mantenimento di diversi corsi di studio e degli stessi istituti.

Una riforma che incide profondamente nell’organizzazione delle Istituzioni scolastiche locali, in particolare delle scuole dei paesi montani, che si trovano, ancora una volta, a rischio di sopravvivenza.

Il venir meno di questi presidi scolastici ha come effetto un aggravio dei disagi per gli studenti dovuti alle peculiarità geografiche del territorio, con centri abitati distanti tra loro, i cui collegamenti sono resi difficili dall’andamento tortuoso delle strade e dall’assenza di un capillare servizio di trasporti.

Ciò può causare l’abbandono precoce della scuola o, in alternativa, il trasferimento degli studenti nelle sedi dei grandi istituti, con la conseguenza di un allontanamento dell’adolescente dalla propria famiglia.

In questo particolare momento dell’età evolutiva, costringere gli adolescenti ad allontanarsi dalla propria famiglia, significa privarli di una istituzione educativa fondamentale nei difficili passaggi dello sviluppo, con gravi ripercussioni sulla formazione e sulla loro crescita armonica.
La famiglia è, infatti, il principale luogo di crescita e di sviluppo di ogni persona, e quando questa è assente o lontana gli individui, in special modo i giovani e gli adolescenti, manifestano un disagio.

Occorre, inoltre, mettere in risalto che la chiusura di molti istituti andrebbe a sancire il fallimento della scuola come luogo privilegiato nel quale si costruisce il futuro e la speranza delle nuove generazioni. La scuola è, infatti, il luogo dove si trasmette la cultura in modo sistematico e critico e si promuove la formazione integrale dell’uomo e del cittadino.

Negare ai giovani la possibilità di frequentare la scuola equivale a negare il diritto ad essere dei cittadini consapevoli, dotati di un patrimonio culturale e di conoscenza. Così come verrebbe negato il diritto a costruire la fondamentale esperienza della convivenza democratica, dell’integrazione, della legalità, dell’attuazione della giustizia sociale e delle pari opportunità.

Pertanto, ribadisco con forza la posizione di questa Amministrazione in difesa del sistema scolastico provinciale e l’intento di salvaguardare le realtà locali con le sue peculiarità, che costituiscono la ricchezza del nostro territorio, per offrire a tutti le medesime opportunità di crescita e di sviluppo.

In questo quadro una attenzione particolare va riservata proprio alle aree più marginali delle zone interne e montane dove la scuola rappresenta un imprescindibile punto di riferimento per lo sviluppo sociale, civile ed economico di queste piccole comunità locali, al fine di contrastarne il progressivo spopolamento.

Alla luce di queste considerazioni Le chiedo di prendere atto della situazione di grave disagio nel quale si trova il sistema scolastico locale e di valutare la possibilità di una diversificazione delle deroghe ai parametri riguardanti il numero di studenti per classe, legando gli stessi alle specificità geografiche e culturali dei comuni sedi degli istituti.

Confidando nella Sua sensibilità personale ed istituzionale e ringraziando per la cortese attenzione, colgo l’occasione per porgerLe i miei più deferenti saluti.